E se le frequenze fossero assegnate?
Un'ipotesi utopica per un'Italia come le altre cugine europee.
Un gioco.
È bene dirlo, prima che si inizi a scomodare gli attentati alla liberta’, che si inizi a stracciare le vesti il proprietario di una radio di un paesino disperso che tiene accesa una frequenzina da 50 anni, ma che ormai ha un solo pc che gira in attesa che magari qualche pazzo gli metta in tasca qualche centinaia di migliaia di euro per la sua frequenza come nei tempi d’oro dei mercanti.
Ho provato ad immaginare un’ipotesi di regolamentazione e assegnazione delle frequenze per le radio di Stato, per le Nazionali e lasciare libero il restante spazio per le locali e magari qualche emittente di quartiere e una frequenza temporanea tutelata.
Mi sono chiesto: ma ci staranno almeno le nazionali in questo spazio?
Parrebbe di si’, non credevo ai miei occhi.
Il metodo di lavoro
Ho immaginato una canalizzazione a ‘frequenze pettine’ dove ogni stazione ha una frequenza fondamentale e due ‘laterali’ (ma puo’ anche invertirle per ragioni di marchio) con cui fare tutta la copertura nazionale.
Ho fatto un’ipotesi con la frequenza ‘base’ distanziata dalle laterali di 200 KHz; stessa modulazione, autoradio selettive, dovremmo farcela..
Se poi magari rispettassimo la deviazione rigorosamente controllata a 75 KHz e 3dBr di mpx power altrettanto rigorosamente controllato, per essere un po’ di manica larga rispetto alla BS-412, sarebbe anche meglio, ma gia’ questo varrebbe la squalifica a utopia!
Sono addirittura riuscito a confermare casa a RTL sui 102,5 e regalare una casa in linea con il marchio a Radio 105 sui 105 MHz, R101 sui 101 MHz e un regalo a Radio Deejay in memoria degli storici 99milae700 che ora diverrebbero nazionali!
Piu’ facile vedere che raccontare
Ecco come risulterebbe la canalizzazione con l’ipotesi di distanziare le frequenze ‘di supporto’ a 200 KHz,
mantenendo la Rai in una sua area dedicata, le nazionali in un’altra porzione dell’FM, Isoradio e GR Parlamento con sistema Isofrequenza.
Spazio per i locali
Spazio per i locali
Tra la chiusura del blocco Rai (90,1) e l'inizio del blocco nazionali (95,5 Radio Radicale) si resta con ~4,5 MHz liberi (90,4 – 94,9 MHz, rispettando i 300 kHz di guardia da entrambi i lati).
Come definire la divisione delle locali/regionali resterebbe il punto importante.
Magari si potrebbe anche ipotizzare una soluzione rottamazione per le radio che desiderano chiudere e di conseguenza ridurre ulteriormente la richiesta di spazi.
Condizione fondamentale: vietate vendite di rami di azienda.
Frequenze e licenza vanno riconsegnate all’Ente Regolatore in caso di fallimento dell’attivita’.
Ovviamente a titolo gratuito e senza rottamazione quando non si e’ aderito a suo tempo entro il limite temporale fissato.
E spazio a Temporary Radio,
Radio Universitarie e bassa potenza (no profit di quartiere)
che andranno nel blocco 107.4 - 107.9 MHz
Ecco un’immagine riepilogativa del riassetto etere FM italiano
Ma lo scenario cambia…
…Se non rispettiamo le frequenze 99.7, 101, 102.5 e 105 MHz e facciamo una pianificazione rispettando solo le distanze.
A questo punto, la RAI rimane come sopra, mentre le nazionali cambiano il loro assetto in questo modo:
E lo spazio alle locali…
…cambierebbe da 91.4 a 96.7 lasciando spazio anche ad una Temporary Radio e radio a bassa potenza.
Ecco il riassunto modificato:
Ok adesso riaprite gli occhi e buon ascolto con la realta’ :-)
Era solo un gioco, complice la temperatura elevata.
Pero’ e’ stato bellissimo: zero interferenze, meno costi di elettricita’, meno costi di burocrazia, spese legali, tempo risparmiato per risolvere liti condominiali.
E piu’ spazio a business, idee, contenuti.
Sembravamo quasi una nazione seria… quasi eh :-)
Buona estate!







